Quanto sei bella Roma!
Aveva ragione Venditti quando intonava la sua canzone d’amore per la città eterna, quando ne esaltava la bellezza con semplici parole rimaste nel cuore. Solo chi ha visto Roma può capire. Se la vivi da turista è veramente la città più bella del mondo, con i suoi infiniti monumenti, i suoi eterni riti, le sue opere grandiose.
Per la prima volta in tutta la mia vita ho deciso di andare ad attendere lo scoccare del mezzogiorno al Gianicolo. E lì, circondata dal fiero cipiglio dei garibaldini sparsi per il parco e sovrastata dalla statua equestre di Garibaldi, mi godo questo colle che offe di Roma una visuale mozzafiato. E’ qui che si compie il giornaliero rito dello sparo del cannone. Ed è un’emozione forte, soprattutto se ripenso che questa tradizione si ripete dal lontano 1846 per volere di papa Pio IX per far sì che tutte le chiese suonassero all’unisono il mezzodì.
E’ bello vedere la folla che si riunisce, i bambini con gli occhi sgranati fissi sul cannone, i soldati che gentilmente offrono la possibilità di scattare una foto ricordo accanto al pezzo di artiglieria; e poi la cerimonia, il caricamento a salve, l’attesa del momento ed il braccio del comandante che dà il via. Non avevo mai sentito sparare un cannone da così vicino e mi sono sorpresa ad udirmi strillare per la paura. Però, infarto a parte, è piacevole scoprire, o riscoprire, queste piccole cose che sono venute prima di noi e che ci sopravvivranno. L’unico rammarico, semmai, è la delusione di non aver trovato il mitico canone dell’ottocento, ma un moderno pezzo di artiglieria.
Ma la delusione non c’è stata quando sono tornata a Castel Sant’Angelo di notte, illuminato al pari del cupolone che svetta lì vicino. Le mura massicce, i torrioni, le carceri che, se fossero in auge adesso farebbero pensare due volte prima di commettere un delitto, ed il famoso Passetto che congiunge la mole Adriana con il Vaticano. Una volta veniva usato dai papi per rifugiarsi senza pericolo nella fortezza, così come accadde durante il sacco di Roma nel 1527, ed ora possiamo vederlo anche noi miseri mortali. E pensare che anni addietro avevo provato ad aprire il portoncino di accesso ma sono stata bloccata perché nessuno poteva vedere o entrare nel Passetto. Un pezzo di Storia che stava lì ad ammuffire, pieno di erbacce e vietato a chicchessia ed io che mi rodevo il fegato. Ora, per qualche oscuro miracolo cinematografico (o meglio dire miracolo del dio denaro?) il Vaticano si è reso conto dell’interesse che suscitava il famoso Passetto e si è deciso ad aprirlo, almeno per un pezzo. E così, con il cuore in gola per il pensiero di quanti papi, principi e persone varie che hanno lasciato un segno nella Storia erano passate di lì, mi sono addentrata ed ho mirato la mia Roma dall’alto del Passetto, illuminata come una cartolina, il Tevere che accarezza piano i torrioni del castello. Uno spettacolo unico che toglie il fiato, soprattutto di notte.
Roma, Roma, perché sei tu Roma? Perché io che ci vivo non posso goderti come qualsiasi turista? Perché mi costringi ad odiarti quando giornalmente rimango impantanata nel caos cittadino, mentre vorrei amarti con tutta me stessa?
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