Io non sono ipocrita e sono nauseata da tutto.
Oggi, in ricorrenza della vittoria del 1918, mi ritrovo a fare i conti con la mia coscienza. Dire che sono nauseata è dir poco e scegliere da quale parte cominciare è arduo e comunque fallace.
Purtroppo mi rendo conto che uno stimato politico, nonché statista, aveva avuto ragione quando all’alba del ventesimo secolo aveva detto che la democrazia sarebbe stata più vendicativa dei reali e dei governi del passato e che le guerre dei popoli sarebbero state più terribili di quelle dei re. Chi pronunciò queste profetiche parole fu Churchill, quando si profilava all’orizzonte la follia della Prima Guerra Mondiale.
Purtroppo ha avuto ragione. Il troppo permissivismo ci ha condotti in un cul de sac dal quale non riusciamo a venirne a capo. Troppa gente non ha più il senso del rispetto e non si rende conto che la propria libertà termina dove inizia quella del vicino.
Una delle cose che mi sconvolge, tra le tante, è vedere la gente che si scopre indignata contro lo Stato per non aver scarcerato una terrorista che, condannata per aver partecipato ad un assassinio, dopo la sentenza decide di togliersi la vita. Io non voglio giudicare nessuno, ma mi è sempre stato insegnato che se prendo una decisione che si rivela errata, pago per questa scelta. La ragazza si è uccisa per motivi suoi che non voglio analizzare e per me la questione nasce e termina qui. Perdonatemi, ma non riesco ad essere ipocrita. Di contro, non capirò mai per quale oscuro motivo una brigatista come lei debba scontare una pena mentre un pirata della strada no. Cosa cambia tra i due reati? Entrambi hanno premeditato di uccidere (anche l’automobilista, se quando sale in macchina è imbottito di alcool e stupefacenti), entrambi fuggono al momento dell’omicidio (anche l’automobilista che non si ferma a dare soccorso) ed entrambi, a mio avviso, devono rendere conto del male causato, altrimenti significa che una vita vale più dell’altra, quando invece siamo tutti uguali, soprattutto dinanzi alla morte.
Altro argomento nauseante è la sentenza che costringe a togliere il crocifisso dalle aule scolastiche. Io non sono credente nel senso che dà Chiesa, anzi la Chiesa come istituzione l’avverso continuamente; ma l’idea che qualcuno venga (invitato o no) a casa mia e mi dica che debbo togliere un quadro perché non piace od offende, se permetti rispondo all’ospite che il quadro rimane lì perché a me piace così e se proprio si sente offeso può anche tornare da dove è venuto. Perdonatemi, ma non riesco ad essere ipocrita.
Altro grande fastidio di stomaco: i disordini dei no global. Protestare è lecito, beninteso ma a me è stato insegnato a protestare con il volto scoperto, senza timore di essere riconosciuta perché nel mio pieno diritto di protestare. Se guardo ai vari disordini causati dai no global, allora mi domando: sono dimostranti o teppisti che frantumano vetrine, causano il panico, usano mezzi contundenti per farsi udire e non si preoccupano di lasciare una città parimenti a come l’avrebbe lasciata Attila? Non lamentiamoci delle forze dell’ordine se queste rispondono per salvarsi la vita. Immaginate vostro figlio con la divisa addosso. Perdonatemi, ma non riesco ad essere ipocrita.
Altro cruccio che sento a pelle: io mi reputo una storica, una di quelle sempre con il naso dentro i libri di Storia (con la S maiuscola, perché per me la Storia è Storia e non necessariamente politica, ma fatti), una che prima di giudicare va a studiare e vagliare le varie campane per poi trarre un giudizio personale, (grazie a Dio ho un cervello mio e non manipolato) e leggere e vedere certe cose mi dà la nausea. Come sottolineato sopra, mi ritengo una persona apolitica, perché per me la Storia è super partis e come tale metto i fatti dinanzi alle correnti del momento, li pongo sul piatto della bilancia e penso. Mi sono sempre domandata (sebbene sappia la risposta) per quale motivo sia lecito far sventolare una bandiera rossa con falce e martello, mentre sia bandito sventolare una croce celtica (che non ha nulla a che vedere con il nazismo; anzi, quest’ultimo la prese in prestito, come la croce uncinata). Se non vado errata, ha causato più vittime la prima della seconda e se ancora non è stata bandita, lo deve solo ed esclusivamente perché ha vinto il secondo conflitto mondiale. Perdonatemi, ma non riesco ad essere ipocrita.
Sono nauseata anche da ciò che leggo su Marrazzo e Berlusconi. Qui torniamo al quadro di cui sopra: a casa mia, nella mia sfera privata, sono libera di fare ciò che voglio (a parte uccidere e massacrare di botte la consorte ed a tal uopo mi domando altresì per quale motivo questi mostri non vengono interessati dai media mentre tutti puntano l’indice contro Marrazzo e Berlusconi). Certo, se sono un personaggio pubblico starò bene attento a non ledere gli interessi del paese, ma per il resto sono libera di intrattenermi con viados e prostitute, è solo un problema mio e non della comunità. Se poi, da cittadino, voglio incaponirmi nel voler vedere i nostri politici come quel tizio che si era gettato nella politica ed aveva un curriculum di tutto rispetto, era un decorato di guerra, non aveva mai tradito la propria compagna e non aveva nessun vizio, né bere né fumare, allora ben venga. Ma ricordiamoci anche che tale politico senza macchia e senza paura, aveva un nome: Hitler.
Insomma, queste sono solo alcune delle cose che mi fanno venire la nausea se mi fermo a riflettere. Ma prima o poi occorre riflettere, cosa che, al pari della Chiesa nei secoli passati, i nostri politici aborriscono. Non a caso ci bombardano di influenza A, di reality, e di stupidaggini varie. Con questo non voglio dire che l’influenza A sia una stupidaggine, beninteso, ma secondo me è eccessivamente strumentalizzata. Perdonatemi, ma non riesco ad essere ipocrita.
Mi sfogo oggi, nell’anniversario del 4 novembre, giorno dell’armistizio e della vittoria nella Grande Guerra per onorare tutti quei milioni di giovani che hanno donato le loro vite per poterci regalare un futuro migliore e che noi, con la nostra superficialità ed il nostro modo di fare, stiamo lentamente vanificando.
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