venerdì 19 giugno 2009

Cristalli 4° puntata

-Cristo, Hilda! Siamo quasi ridotti alla fame e tu mi porti un animale in casa! Perdio! Non abbiamo soldi e tu mi sobbarchi della responsabilità di sfamare un'altra bocca! Che cazzo ti dice la testa? Eh? Cristo! Cristo!-
Con stizza Alan si passò una mano tra i capelli e continuò ad imprecare ed a bestemmiare con veemenza.
Da più di un'ora non faceva che urlare e camminare avanti e indietro, agitando le mani e strabuzzando gli occhi per l'ira. Era bastato che lei accennasse ad Hols che subito l'aveva guardata da prima allibito, poi con maggior furore fin quando non era esploso. Lei l'aveva lasciato sfogare, niente affatto intimorita dalla sua ira, seduta al tavolo della cucina con la testa reclinata in avanti, lasciando credere al fratello di avere timore di lui. Sì, aveva imparato che era meglio non dar prova che la sua violenza la lasciava del tutto indifferente.
Alan la costrinse a guardarlo, afferrandole rudemente il volto e lei assunse un'espressione prostrata ed intimorita.
-Non abbiamo soldi, Cristo! Mi spieghi come cazzo intendi nutrirlo?-
Lei non rispose, ma continuò a guardarlo attentamente. Ormai doveva arrendersi all'evidenza: Alan aveva problemi, seri problemi. Da troppo tempo perdeva la calma facilmente e giorno dopo giorno peggiorava, proprio come le aveva fatto notare LA.
-Alan sta male. Non credo sia solo esaurimento nervoso. Non lo vedi anche tu? Sembra quasi che stia impazzendo. A volte mette paura...- le aveva detto un giorno.
-Sei tu la pazza!- aveva risposto con veemenza. -Alan sta benissimo; è solo stressato perché ha dovuto studiare molto, bisogna capirlo. Vedrai che si rimetterà presto.-
LA l'aveva guardata con compassione, quindi aveva scosso la testa mormorando:
-Lo difendi solo perché è tuo fratello. Ma te ne accorgerai presto.-
Oh, come avevi ragione! Ed io che non avevo voluto crederti!
-Non guardarmi con quell'aria da scema! Rispondi quando ti parlo, perdio!-
La scosse con violenza, facendola tornare bruscamente al presente.
-Alan... Ti prego...- gemette per il dolore.
Lui la lasciò andare e rimase a fissarla con gli occhi iniettati di sangue ed il fiato corto. Lentamente, a testa bassa, Hilda si ricompose e passò una mano sulla fronte. Alzò il volto e studiò il fratello: il suo viso era sconvolto e tirato dall'ira ed era palese lo sforzo che faceva per dominarsi.
Per un lungo momento tutto tacque ed all'improvviso, così come era esploso, Alan si calmò. Inspirò profondamente e bofonchiò qualcosa di inintelligibile, fissando cupo la sorella. Per una frazione di secondo parve che volesse scusarsi, ma altro non fece che sedersi, continuando un sommesso ed incomprensibile monologo.
Hilda continuò a sbirciarlo con circospezione, cercando di intuire cosa gli stesse passando per la testa. Per un attimo rivide il piccolo Alan che le faceva le carezze ed i complimenti; rivide un bambino dolce e premuroso... Ma tornò subito con i piedi per terra, pensando con amarezza che quell'Alan era morto. Per sempre.
-Allora? Potresti anche farmelo vedere, ti pare?-
Quel tono di voce dolce l'impensierì. Solo un minuto prima stava urlando e bestemmiando come un forsennato ed ora...
Sforzandosi di sorridere, corse in camera ed appena Hols la sentì entrare balzò dal letto e le andò vicino scodinzolando felice. Lei lo prese in braccio, ripromettendosi di non lasciarlo toccare da Alan: sarebbe stato capace di spezzargli il collo.
Sospirando tornò in cucina, tenendo Hols stretto al seno. Si fece forza e sorridendo disse:
-Eccolo qui. Ti piace?-
Alan fissò il cucciolo, alzandosi in piedi lentamente. Hols, a sua volta, puntò i propri occhi gialli in quelli neri del ragazzo e questi sussultò.
-Sei forse impazzita sul serio, perdio?- urlò all'improvviso.
Additò il cucciolo e guardando con un barlume di follia la sorella sibilò minaccioso:
-Io me ne vado, ma tra un'ora, quando ritornerò, non voglio più trovare questo lupo in casa! Guai a te se lo vedrò ancora: butterò fuori a calci in culo te e lui! Sono stato chiaro?-
Fece una smorfia al genuino stupore di Hilda e si avviò verso la porta, ruggendo con rabbia:
-Sbarazzatene!-
Hilda rimase sbigottita ed interdetta ad osservare Hols tra le sue braccia, riuscendo solo a ripetersi: oddio, un lupo... un lupo...

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